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Soft dentistry: odontoiatria “dolce”

14 ottobre 2011

E’ una odontoiatria che si ispira agli stessi concetti di bassa traumaticità , di risparmio biologico, di riduzione del dolore e dello stress, come la Soft Implantology nel settore dell’implantologia. Si avvale di metodi tecnologici ed informatici:
- Sedazione cosciente inalatoria, indicata per le cure nei bambini e per l’odontoiatria di routine negli adulti.
- Estrazioni ipo/atraumatiche delle radici dei denti con l’utilizzo di particolari martinetti che sfilano la radice dall’alveolo e consentono un rimpiazzo immediato dell’elemento tramite fixture, salvaguardando le pareti del processo alveolare.
- Rialzi del seno mascellare per via crestale , senza scollamento della gengiva, quasi sempre traumatici.
- Utilizzo delle “faccette” adesive in materiali ceramici/compositi che vengono cementate sulle superfici visibili degli incisivi anche senza alcuna preparazione del dente usate in odontoiatria estetica e cosmetica antiaging
- Utilizzo del laser chirurgico, degli ultrasuoni in chirurgia piezoelettrica e dei campi elettromagnetici.
- CAD-CAM nella costruzione di protesi in zirconia ed in travate in titanio.

CGI (Computer guided implantology, implantologia computer guidata)

14 ottobre 2011

E’ una metodica ormai collaudata per l’esecuzione di interventi di implantologia,ed in generale di chirurgia orale, in modo rapido e spesso, ma non sempre, in modo minimamente invasivo.
Comprende una fase progettuale che si avvale di software dedicati per l’elaborazione delle immagini tridimensionali ottenute dalla Tomografia Computerizzata Volumetrica , che permettono l’esecuzione di un intervento virtuale sulle immagini delle strutture ossee del paziente e l’individuazione di traiettorie specifiche per ottimizzare le quantità ossee a disposizione e per evitare danneggiamenti, collisioni o invasione di strutture anatomiche di rispetto o potenzialmente pericolose (fase CAD, computer aided design). Fig.1
Alla prima fase, progettuale, segue la vera e propria fase chirurgica sul paziente che avviene con l’utilizzo di una mascherina chirurgica o “dima” realizzata con macchine prototipatrici al laser(fase CAM, computer-aided manufacturing) che servirà da guida per la preparazione dei siti implantari. Sempre in fase CAM , con plotter 3D,si può fabbricare la protesi prima dell’intervento che verrà applicata contestualmente all’inserimento degli impianti. Fig 2
Questa tecnica di prototipazione rapida utilizza un sistema di modellazione per asportazione o SRP (subtractive rapid processing), diversa da quella additiva al laser ARP.
I vantaggi di queste metodiche sono evidenti e molteplici:
– Riduzione dei tempi chirurgici
– Accuratezza della fase progettuale e riduzione del rischio di lesioni accidentali
– Riduzione del dolore e delle sequele post operatorie per il paziente
– Riduzione del trauma chirurgico
– Standardizzazione dei processi chirurgico/protesici con previsione di riduzione dei costi per il paziente quando la tecnica sarà più diffusa
– Riduzione del numero delle fixtures che devono essere inserite, fino a soli quattro impianti nella metodica “All on four” o in quella ad impianti zigomatici.
Esistono anche alcuni aspetti non ancora perfezionati, per cui questa meravigliosa applicazione della tecnica digitale non può assolutamente prescindere dalla capacità e preparazione dell’operatore e da strumenti di controllo e diagnosi intraoperatoria molto sofisticati: qualunque piccolo errore nella diagnosi, progettazione ed esecuzione dell’intervento potrebbero avere serie conseguenze se non riconosciute in tempo e corrette durante la fase operativa. Inoltre spesso esistono condizioni cliniche del paziente che rendono difficoltosa la fase progettuale, come ad esempio nei casi di implantologia post-estrattiva immediata multipla, e quindi non predicibile il risultato se non con l’ esperienza dell’operatore che deve dimostrare di avere all’attivo almeno diverse decine di casi analoghi. E’ quindi dal connubio tra la metodica computer guidata, l’esperienza dell’odontoiatra e l’utilizzo di altri mezzi diagnostici di “soccorso” come la video radiografia intra-extraorale(Tomex),la OPT digitale, e la Tomografia computerizzata volumetrica in studio che si possono ottenere i migliori risultati di affidabilità nel tempo dell’intervento impiantare, di abbattimento dei traumi chirurgici e dei dolori intra e post operatori , in ultima analisi del successo della riabilitazione implanto/protesica.

Implantologia a basso impatto chirurgico, “Soft implantology” : le nuove tecnologie computerizzate e le ultime frontiere tecnologiche in odontoiatria implanto-protesica ed in odontoiatria in genere.

14 ottobre 2011

E’ un nuovo concetto di protesi su impianti dentali nato dalla fusione dei sistemi più sperimentati clinicamente e scientificamente validati, che si avvale delle più sofisticate metodiche diagnostiche e di strumenti innovativi. Questi i punti di forza:
- basso/minimo impatto chirurgico, minimi/nulli dolori intraoperatori: le tecniche “flapless” o transmucose che quasi sempre si utilizzano riducono drasticamente il trauma sui tessuti molli e duri (gengiva ed osso). Viene praticato un piccolo foro d’accesso sulla gengiva e da questo si prepara l’alveolo chirurgico che verrà occupato dall’impianto.
- senza punti di sutura: non aprendo un lembo gengivale, non esponendo l’osso, non c’è necessità di sutura.
- minimi tempi di esecuzione: la procedura indicata riduce molto i tempi operatori, massimizzando la semplificazione dell’intervento.
- poche /nulle sequele postoperatorie: quasi sempre si evitano i grandi ematomi o stravasi ematici legati allo scollamento dei tessuti ed i dolori conseguenti nei giorni successivi all’intervento.
- minima perdita ossea secondaria al trauma chirurgico, maggiore predicibilità di risultato.
- maggiore sicurezza nell’inserimento delle fixtures anche in zone di grande criticità con grave atrofia ossea: si ottengono incrementi dello spessore osseo con piccole fratture (osteodistrazione) contenute dal periostio e dalla gengiva, aumentando il volumedell’osso disponibile.
- protesizzazione immediata : riducendo i tempi ed il trauma chirurgico si può inserire la protesi provvisoria, preparata in precedenza, nella stessa seduta dell’intervento. Non più attese di quattro sei mesi indossando fastidiose protesi mobili, ma l’osteointegrazione avviene naturalmente durante la fase della protesi provvisoria.
- metodiche post-estrattive immediate: le tecniche chirurgiche sofisticate, la pianificazione pre-implantare, i mezzi diagnostici intraoperatori, consentono nella maggioranza dei casi l’esecuzione dell’impianto nello stesso tempo dell’estrazione del dente naturale, con un unico intervento.
- custom made implantology: è l’impianto che si adegua alla anatomia del paziente e non il contrario, con la massima personalizzazione delle terapie implanto-protesiche che permettono di utilizzare situazioni anatomiche altrimenti indisponibili e riducendo la necessità di interventi preparatori cruenti quali il grande rialzo del seno mascellare o gli aumenti verticali/orizzontali della cresta ossea. Fig 4
- la tecnologia al servizio del paziente: digital design 3D (Computer Aided Design), stereolithography models for implant and prosthesis(Computer Aided Machining), implantologia Tomex assistita, sincristallizzazione intraorale, Fig 3
- implantoprotesi metal free: possibilità di utilizzare la tecnica Soft Implantology anche con impianti in Ossido di Zirconio con la grande novità della colorazione chiara simile alla dentina. Questa innovazione ci permette di evitare il classico bordo scuro che talvolta si nota in alcune riabilitazioni implantari dei settori anteriori,creando un sorriso antiestetico che si potrebbe evitare avendo a disposizione materiali altamente estetici e biocompatibili, essendo lo Zirconio un materiale usato per la protesi d’anca da molti decenni.
- risparmio biologico: la riduzione del trauma chirurgico, la velocità di esecuzione, l’aggiramento degli ostacoli anatomici, le tecniche post-estrattive, permettono un maggiore rispetto e conservazione dell’integrità dei tessuti nella zona interessata all’intervento.
- contenimento dei costi: la riduzione dei passaggi chirurgici, dei tempi, e delle sequenze che portano alla protesi, comportano anche una significativa riduzione dei costi economici per il paziente, ancora maggiori quando diminuiranno i costi della diagnostica per immagini, della pianificazione Cad/Cam, delle strumentazioni sofisticate e dell’organizzazione del team chirurgico che sono a tutt’oggi molto elevati. Negli ultimi anni, il costo delle riabilitazioni implanto-protesiche, grazie alle innovazioni ed al numero crescente di pazienti sottopopsti a trattamento implantare, è diminuito in modo significativo.

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Ortodonzia con programma di trattamento virtuale 3D Invisalign

14 ottobre 2011

Invisalign: Un’alternativa trasparente all’apparecchio ortodontico fisso Fig 5
Il trattamento con Invisalign si compone di una serie di aligner (set di mascherine trasparenti) quasi invisibili e rimovibili che devono essere sostituiti ogni due/tre settimane. Ciascun aligner è realizzato appositamente e soltanto per i denti del paziente, e determina uno spostamento ortodontico propedeutico per il set successivo. Quando si sostituiscono gli aligner, i denti si muovono, settimana dopo settimana, finché non si saranno allineati nella posizione finale definita dall’ortodontista.
Le mascherine devono essere indossate dal paziente dalle 20 alle 22 ore al giorno, è importante rimuoverle durante i pasti per evitare che venga inficiata la trasparenza e l’estetica delle stesse.
Un programma di trattamento virtuale 3D (software ClinCheck®) mostra gli spostamenti che i denti seguiranno nel corso del trattamento dalla posizione inizale a quella definitiva. Ciò permette di sapere in anticipo quale sarà l’aspetto dei denti nelle fasi intermedie e al termine del trattamento.
Invisalign può trasformare il sorriso senza interferire con la vita quotidiana, è un sistema personale-efficace-comodo-trasparente-removibile. I benefici della correzione dentale con Invisalign non si limitano a un sorriso più sicuro e a una maggiore fiducia in stessi, anche la salute orale può risultare migliorata

Il professor Cirulli ci parla delle nuove tecnologie computerizzate per la fisionomia del sorriso

11 ottobre 2011

La seconda puntata di Uno Mattina dedicata alla fisionomia del sorriso e le nuove tecniche computerguidate per un sorriso perfetto.
Soluzioni per la correzione in infanzia e per la terza età.

Esempio di pessimo souvenir di turismo dentale

20 aprile 2011

Modello stereolitografico del caso

Fallimento di impianti che reggevano una protesi in metallo-ceramica

Questo e’ un esempio degli insuccessi che possono presentarsi quando il dentista (in questo caso Ungherese) non è in grado di gestire un caso complesso  nelle diverse fasi, progettuale, esecutiva, protesica, valutativa e gestionale. La perdita degli impianti, cinque in totale, ha causato una grave atrofia ossea che  rende necessario un complesso intervento di chirurgia maxillo-facciale  per riparare il danno e permettere di applicare anche solo una protesi mobile totale.

Intervista ad Unomattina: Il Dott. Cirulli ci spiega l’implantologia non invasiva

19 aprile 2011

Intervista ad Unomattina di Rai1 dove il dottore spiega come nasce il concetto di Soft Implantology e le tecniche che trasformano l’implantologia in una tecnica odontoiatrica non invasiva.

Implantologia a basso impatto chirurgico-SOFT IMPLANTOLOGY : implantologia “dolce” dott.Maurizio Cirulli

23 gennaio 2011
Pratico l’implantologia odontoiatrica dal 1986, avendo seguito all’inizio le tecniche pionieristiche della scuola italiana  dei Maestri: Pasqualini, Tramonte, Muratori, Bellavia e quella nord americana di Linkow. Dal 1990 mi avvicinai alle tecniche di osteointegrazione della scuola svedese di Branemark e nord americana di Lazzara. Dopo quasi nove anni di pratica e ricerche implantari, nel 1995 il mio interesse si rivolse alla ricerca di una sintesi tra le filosofie delle varie scuole: accanto ai principi quali la stabilità,i tempi di guarigione, il rispetto dei tessuti duri e molli, la pianificazione meticolosa del caso della visione di Branemark,oltre alle acquisizioni ed ai concetti innovativi della ricerca svizzera e tedesca sulla geometria ed il trattamento della superficie degli impianti, recuperai le tecniche ampiamente sperimentate sul carico immediato dei primi maestri della nostra scuola nazionale.
Ed ecco il riaffiorare di concetti quali la chirurgia semplificata, la protesi immediata,i casi post-estrattivi, l’inclinazione delle fixtures per aggirare ostacoli anatomici, la solidarizzazione tramite elettrosaldatura che si armonizzavano naturalmente con le tecniche più mediate, con la chirurgia sui tessuti ossei di tipo rigenerativo, osteodistrattivo, riempitivo di scuola osteointegrazionista. Semplificando, prima si dovevano attendere sei mesi dall’intervento per applicare una protesi fissa, spesso sommati ai tempi di guarigione delle estrazioni o di altri interventi sui tessuti ossei. In alcuni casi, il rispetto dei protocolli, portava a tempi di attesa tra la chirurgia e la finalizzazione del caso anche di un paio di anni, con il corollario di sofferenze, disagi, stress per il paziente.  Con le nuove concezioni si passò alla protesi fissa in giornata ed alla semplificazione delle procedure chirurgiche che portarono alla drastica riduzione dei tempi e delle sofferenze per la persona sottoposta ad implanto-protesi . Nel 1998 ebbi l’idea della radiologia extra-orale per il controllo intraoperatorio dell’inserzione degli impianti,che si concretizzò qualche anno più tardi con il brevetto dello strumento centratore TOMEX, un passo ulteriore verso il controllo e la predicibilità del risultato in implantologia prima della comparsa dei vari metodi di guida chirurgica computerizzata. A tutt’oggi l’implantologia TOMEX-assistita, con gli altri brevetti, quali la linea implantare Full-Ti22, il moncone a giunto sferico, il cemento siliconico a rilascio farmacologico, permette una chirurgia minimamente invasiva, con minime sofferenze post-operatorie: una implantologia delicata che ho voluto definire con un neologismo inglese semplice,easy, condiviso nel significato: ” Soft-Implantology”.

Storia dell’Arte Dentale

26 dicembre 2010

Trapano a pedale e poltrona da barbiere cavadenti

"Chi ignora il passato non ha futuro"

La figura del Cavadenti, attiva nelle fiere e nei mercati, spesso con un assistente-spalla, cerusico, ciarlatano, barbiere-tricotonsore, compare in Europa e più tardi nella penisola italica tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. I suoi interventi si limitavano ad estrazioni dentarie che avvenivano durante un piccolo spettacolo da guitto, fatto di urla, schiamazzi, citazioni dai toni altisonanti, esibizione di scimmie, pappagalli, tra i lamenti dello sventurato paziente e le risate del pubblico pagante. Già a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, l’Arte dentaria comincia ad essere praticata nelle città in modo più complesso e professionale, all’interno di strutture dedicate e di gabinetti di dentisti-cerusici con lo sviluppo di tecniche sempre più raffinate di cure  e di protesi dentarie, spesso assai sofisticate: inizia l’era moderna, scientifica della professione.

Leve e pinze per estrazione dentaria di epoca XVIII-XIX secolo, la pinza in primo piano risale al XVII sec

Farmacia di Cerusico Veneziano del XVIII secolo

Particolare delle ampolle contenenti farmaci

Strumentazione odontoiatrica inizi ‘900, con le prime trousses per implantologia dentaria

…particolare

Pubblicità di protesi dentaria del 1915

Un sorriso perfetto in pochi giorni: le faccette in porcellana

8 dicembre 2010


Oggi è possibile con le faccette in porcellana! Si tratta di sottili lamine in ceramica, il cui spessore si aggira intorno ai 0.5-0.7 mm, che vengono fissate sulla superficie esterna dei denti anteriori. L’operazione consiste fondamentalmente nel prendere un’impronta dei denti, costruire delle faccette provvisorie valutando in seguito colore, forma e adattamento ai denti e applicare infine le faccette utilizzando cementi compositi. Le faccette in porcellana permettono di ottenere un “sorriso da star” e sono indicate in presenza di denti malformati, usurati o fratturati; denti discromici in seguito a trattamento sbiancante poco efficace; aumentati spazi fra i denti. Il risultato estetico raggiunto con le faccette in porcellana è davvero notevole e rappresenta un trattamento eccellente. Inoltre, i risultati ottenuti possono essere mantenuti nel tempo, se il paziente rispetta le apposite indicazioni suggerite dal dentista.