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Implantologia minimamente invasiva a carico immediato

sabato, 27 novembre 2010

Tutte le branche chirurgiche si sono oramai orientate verso il minimo impatto biologico, quando possibile. In Ortopedia ,ad esempio, buona parte degli interventi sul ginocchio si eseguono in artroscopia con minimi tempi di ripresa funzionale e stress chirurgico per il paziente, in chirurgia generale spesso si utilizza la laparoscopia sulla colecisti, la chirurgia endoscopica in esofago, stomaco, duodeno, colon. Con l’ausilio delle nuove tecnologie computer-guidate si eseguono delicatissimi interventi  di neurochirurgia sul parenchima cerebrale con accessi minimi e minima invasività. Anche in  Implantologia odontoiatrica, grazie alla revisione critica delle tante esperienze cliniche, scientifiche e con l’utilizzo delle più sofisticate tecniche di navigazione associate alle tecniche radiologiche “Volumetriche” e “Cone Beam” e soprattutto in presenza di operatori altamente qualificati, si ottengono risultati di grande spessore tecnico/ scientifico che solo fino a pochi anni fa sarebbero apparsi fantascientifici. Si possono in questo modo eseguire riabilitazioni totali di entrambe le arcate mascellari procurando minime sequele post-operatorie,  tanto da permettere al paziente da poco operato, di ritrovarsi con una nuova dentatura funzionante che gli consente di masticare, di parlare, di sorridere già dal giorno seguente l’intervento.

In questo caso paradigmatico, ad esempio, un paziente completamente edentulo è stato sottoposto ad intervento per l’inserimento TOMEX-Computer/guidato di dodici impianti nell’arcata superiore

Caso iniziale

primi 6 impianti inseriti

Dopo l’inserimento dei primi 6 impianti con tecnica trans-mucosa (flap-less)

Inseriti tutti i 12 impianti

Si può notare l’assoluta assenza di sanguinamento e di trama chirurgico ad intervento concluso in circa 45 minuti

Avvitamento dei monconi provvisori

Dopo l’avvitamento dei monconi (supporto alla protesi acrilica provvisoria)

Protesi provvisoria inserita con tecnica ammortizzata

Il paziente , con provvisorio fisso funzionalizzato

Visione occlusale del provvisorio appena inserito

A caso ultimato, il paziente potrà alimentarsi e tornare alla vita di relazione,con minime o nulle sequele post-operatorie. Il caso trattato descrive una situazione ideale di abbondanza ossea in altezza e spessore, ma statisticamente queste realtà fortunate rappresentano meno del 10% della totalità dei casi, che comunque possono essere quasi sempre risolti con queste metodiche, anche se in modi più complessi circa la preparazione e la pianificazione. Per altri, numerosi esempi, consultare la bacheca dei Casi Clinici all’ interno del sito